< Osteria del Contadino

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Guida del Gambero Rosso 2002
In una frazione alle porte di Livorno, l'Osteria del simpatico Davide Gastaldin è un indirizzo sempre valido per gustare piatti che, pur di matrice tradizionale, offro più di uno spunto personale. Ricordiamo dei salumi squisiti (prosciutto toscano in primis), una buona minestra di farro, il pecorino caldo con uova di quaglia e tartufo, le splendide carni, tra cui una costata di chinina da primo premio accanto al pollo ruspante e all'agnello alla brace. Buoni i dolcetti secchi fatti in casa proposti a fine pasto e buoni i vini in carta, non molti ma ben selezionati e con ricarichi "leggeri".

Guida dell'Espresso 2002

Il locale, rustico ma elegante, arredato con laterne e attrezzi contadini, propone cucina toscana, a volte rivisitata. Rinomato per le cotture alla brace di vari tipi di carni e per la pasta fatta in casa, a volte anche per il pane. Antipasto di salumi selezionati e sfiziosità calde e poi penne al sugo di piccione, agnello alla brace o tagliata di maiale con mele grigliate. Parmigiano e tartufo tra i secondi. Nuove proposte vegetariane per i più attenti alla dieta. Ottimi i formaggi, fra i quali spiccano i pecorini stagionati, alcuni presentati in antiche madie. Bellissima sala adibita a cantina. Carta dei vini discreta con netta prevalenza di rossi importante, selezione di vini da dessert e di distillati. Simpatia e cordialità in sala con il patron ed il resto dello staff.

The Food & Wine Lover's Cimpanion to Tuscany
di Carla Capalbo "...Questo allegro ristorante, è pieno del proprio colore locale. Prosciutti, fiaschi, pepperoncini essicati e aglio sono appesi al soffitto; le brocche sono riempite con i fiore, i tavoli sono apparecchiati con formaggi, salumi e distinti tipi di pane. Ma non lasciatevi ingannare dal suo aspetto rustico-questa non è una trappola per turisti ma una rara occasione per asssaggiare la tipica cucina toscana..."

LA NAZIONE
Una cena Vip dal…"Contadino" Compie 10 anni giusto il 10 ottobre e nel frattempo ha già omaggiato famosi palati come quello di Alberto Tomba, Mario Cipollini, Beppe Grillo, Enzo Bearzot, Deborah Compagnoni sfamando molte altre celebri bocche. Già inserito nella famosa guida del "Gambero Rosso" e presentato ben 4 volte alla "Vecchia Fattoria" di Luca Sardella, l'Osteria del Contadino sulla statale Don Sturzo al civico 69 in località Gusticce (Livorno), ristorante in stile rustico rinomato complice una cucina toscana rivisitata alla luce delle tradizioni locali, ha ormai acquisito una clientela mondiale. Gestito da Bruno Gastaldin, ex allevatore e produttore alimentare, dal figlio Davide e dalla moglie Teresa, il locale adattato nell'ex-salotto da un ex-macellaio che in un attimo è passato dalla carne cruda a quella cotta, tratta solo prodotti di primissima qualità. Un antico grammofono e raggi di edera cadente tra loro intersecati sorvegliano i 35 posti raccolti in un'oasi familiare spesso reclutati da cene e pranzi a tema. Ricchissimo fino a 15 assaggi il vassoio degli antipasti, vero e proprio cocktail di prodotti del territorio mentre la pasta se non è Martelli, è fatta in casa; oltre 10 i primi a disposizione lavorati con funghi e tartufo quando sono le tagliatelle con funghi porcini e cinghiale, prima ricetta in assoluto del locale, a farla da padrona. Vastissima la scelta dei secondo con oltre 15 portate. La carne cotta alla brace di legna è infatti, la specialità del locale; tra gli altri fiorentina di chianina di femmina, tagliata, maiale grigliato alle mele, parmigiano e tartufo, pollo e piccione. Affettati al carrello e ampia degustazione di formaggi con il famoso pecorino stagionato sotto cenere e passato alla griglia con uova di quaglia e radicchio trevigiano. Ottimi i dolci, anch'essi elaborati dalla casa con le gustose crostate e la piccola pasticceria. Oltre 240 le etichette presenti, l'Osteria "punta molto sugli abbinamenti vino-pasto –spiega il proprietario che in cucina si avvale anche della collaborazione di Michele, validissimo aiuto-chef.- i nostri piatti poi si adattano bene ai vini robusti che esaltano sia il gusto del piatto che il vino stesso." La Nazione – Ottobre, 2002